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Immergiti nella lettura della

Trilogia Progressiva

Tre libri interamente dedicati al fenomeno del rock progressivo, composti da saggi, interviste, approfondimenti, recensioni e analisi su una delle correnti più amate e seguite nella storia del rock. È il lavoro realizzato da Stefano Orlando Puracchio, appassionato giornalista e cultore del progressive, che nei suoi volumi Rock Progressivo ha voluto esplorare questa ricca e avvincente branca del rock da nuovi punti di vista: interviste con i protagonisti, saggi che affrontano la materia da osservatori nuovi, riflessioni serene e stimolanti.

Progressive Rock: una guida

Una guida per il Progressive Rock.

 

“Il mio nuovo libro potrebbe essere il testo perfetto per le fidanzate, mogli o amiche di un qualsiasi patito di progressive…
Infatti non si rivolge principalmente agli appassionati prog, bensì a gente che è incuriosita da questo “genere” e che non ha mai osato approfondirlo, ritenendo che fosse “roba” troppo complicata.

Con il mio testo provo a dare una possibile chiave di lettura a queste persone. Da qui il sottotitolo UNA guida invece che LA guida. Ovviamente, poi, il testo è anche rivolto alla “naturale” platea, quella degli esigenti appassionati”…

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Progressive Rock 2: linee di confine

Un ritorno sul luogo del delitto.

 

Un lavoro che già dal titolo si avvicina a territori meno canonici e inquadrabili del prog-rock, con l’obiettivo di esplorare, dopo i classici del primo volume, nomi, ambienti e sottogeneri meno familiari. Il primo libro aveva illustrato la genesi e gli sviluppi del fenomeno prog-rock, individuando moduli compositivi, connessioni con aree estranee al rock e direzioni stilistiche: Linee di confine si sofferma su protagonisti dell’era classica e del new prog (dai Kansas ai Marillion, dagli Arti & Mestieri agli Unreal City) ma anche su nomi meno “ingombranti” come Secret Oyster, Solaris e Agorà, avvicinandosi così a un’idea di progressive come approccio e attitudine, più che genere.

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Progressive Rock 3: a gentile richiesta

Un libro indicativo già dal titolo di un bel responso e di un atteso ritorno.

 

Proprio grazie all’ottimo feedback da parte di lettori e giornalisti specializzati, ma anche grazie alla convinzione sempre più ferma delle ragioni del self-Publishing, oltre che all’esigenza di tirare le somme dopo due volumi di interviste e riflessioni, Puracchio ha deciso di affrontare ancora una volta il fenomeno progressive, come nel suo stile da un’angolazione diversa e stimolante. Più che un saggio analitico, più che una trattazione scientifica, l’autore immagina il suo testo ancora una volta come una sorta di “zibaldone” composto da interviste, saggi tematici e riflessioni su passato, presente e futuro del prog-rock.

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