Progressive Rock Info | La trilogia progressiva
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LA TRILOGIA PROGRESSIVE

Un’operazione unica nel suo genere.
Tre libri interamente dedicati al fenomeno del rock progressivo, composti da saggi, interviste, approfondimenti, recensioni e analisi su una delle correnti più amate e seguite nella storia del rock.

È il lavoro realizzato da Stefano Orlando Puracchio, appassionato giornalista e cultore del progressive, che nei suoi volumi Rock Progressivo ha voluto esplorare questa ricca e avvincente branca del rock da nuovi punti di vista: interviste con i protagonisti, saggi che affrontano la materia da osservatori nuovi, riflessioni serene e stimolanti.

Per i tre libri, vale una dichiarazione importante – in termini di approccio, di metodo e di prospettive – offerta da Puracchio: “Nella divulgazione si rischia di finire impantanati nella “sindrome dall’aeroplanino”, imboccando il bambino anche quando è già più che adolescente, per questo motivo torno a fare il mio mestiere, il giornalista.”

Ritengo che siano i protagonisti a dover parlare del proprio lavoro: noi giornalisti dobbiamo essere un tramite o, al limite, dobbiamo con le giuste domande stimolare una conversazione. Certo, non mancano le mie riflessioni, ma saranno come sempre più dei consigli d'ascolto rispetto a delle dichiarazioni immutabili scritte nella pietra.

Il primo testo è uscito nel 2014 e si intitola Rock Progressivo. Una guida, che l’autore ha presentato così: «Il mio nuovo libro potrebbe essere il testo perfetto per le fidanzate, mogli o amiche di un qualsiasi patito di progressive… Infatti non si rivolge principalmente agli appassionati prog, bensì a gente che è incuriosita da questo “genere” e che non ha mai osato approfondirlo, ritenendo che fosse “roba” troppo complicata. Con il mio testo provo a dare una possibile chiave di lettura a queste persone. Da qui il sottotitolo UNA guida invece che LA guida. Ovviamente, poi, il testo è anche rivolto alla “naturale” platea, quella degli esigenti appassionati».

Con questa prima guida all’ascolto, Puracchio ha offerto al lettore – in prima battuta il neofita, ma anche il cultore – uno sguardo su questo fenomeno musicale nato nella seconda metà degli anni ’60 e sopravvissuto a crisi d’ispirazione, decadenze, isolamenti e ritorni di fiamma. Ci si è concentrati sul panorama inglese e italiano, individuando i protagonisti del genere – King Crimson, PFM, Genesis, Banco, fino a Frank Zappa – e i principali contributi discografici.

Introduzione a cura di Luciano Regoli, leggendario vocalist della Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, interviste con David Jackson (Van Der Graaf Generator), Lino Vairetti (Osanna) e tanti altri.

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Nel 2015 il secondo appuntamento: Rock Progressivo Vol. 2. Linee di confine, che già dal titolo si è avvicinato a territori meno canonici e inquadrabili del prog-rock, con l’obiettivo di esplorare, dopo i classici del primo volume, nomi, ambienti e sottogeneri meno familiari.

Linee di confine si sofferma su protagonisti dell’era classica e del new prog (dai Kansas ai Marillion, dagli Arti & Mestieri agli Unreal City) ma anche su nomi “minori” come Secret Oyster, Solaris e Agorà, avvicinandosi così a un’idea di progressive come approccio e attitudine, più che genere.

Numerosi i musicisti intervistati nel secondo volume: Ádám Török (Mini), Attila Kollàr (Solaris), Enrico Olivieri (Metamorfosi), Renato Pezzano, Emanuele Tarasconi & Francesca Zanetta (Unreal City), Toni Fidanza (Orchestra Contemporanea), Giovanni Tommaso, Franco D’Andrea e Bruno Biriaco (Perigeo), Beppe Crovella (Arti & Mestieri), Massimo Manzi, Gabriele Possenti e Renato Gasparini (Agorà), Karsten Vogel (Secret Oyster), Steve Rothery (Marillion), Alessandro Papotto (Banco del Mutuo Soccorso, Periferia del Mondo), Rich Williams (Kansas).

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Nel 2016, Stefano Orlando Puracchio completa la trilogia con Rock Progressivo 3. A Gentile Richiesta, indicativo già dal titolo di un bel responso e di un atteso ritorno.

Proprio grazie all’ottimo feedback da parte di lettori e giornalisti specializzati, ma anche grazie alla convinzione sempre più ferma delle ragioni del self-Publishing, oltre che all’esigenza di tirare le somme dopo due volumi di interviste e riflessioni, Puracchio ha deciso di affrontare ancora una volta il fenomeno progressive, come nel suo stile da un’angolazione diversa. Più che un saggio analitico, più che una trattazione scientifica, l’autore immagina il suo testo ancora una volta come una sorta di “zibaldone” composto da interviste, saggi tematici e riflessioni su passato, presente e futuro del prog-rock.

Ancora una volta è stato dato spazio a musicisti, alcuni particolarmente importanti: Christian Vander dei Magma, i Pendragon, Billy Cobham, Christian Burchard degli Embryo, molti italiani come Agorà, Cerchio d’Oro Magni Animi Viri, VIII Strada, Marchesi Scamorza e Unreal City. Coinvolti anche giornalisti e saggisti (Athos Enrile, Donato Zoppo, Valentina Tomasetti e Sadhbh de Barra), con un approfondimento sull’Ungheria con After Crying, Vàrga Janos, Periferic Records.

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