Progressive Rock Info | Burt Bacharach – Portrait in Music
16198
post-template-default,single,single-post,postid-16198,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-9.1,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.1,vc_responsive
 

Burt Bacharach – Portrait in Music

07 Mag Burt Bacharach – Portrait in Music

enter Il 12 Maggio Burt Bacharach compirà 90 anni. L’intenzione era quella di scrivere qualcosa il giorno del suo compleanno. Poi, però, mentre scrivevo mi sono accordo della lunghezza e ho deciso di dividere il pezzo in due parti. La prima, si focalizzerà su uno sguardo d’insieme mentre la seconda su una selezione di album.
Si è scritto tanto e tanto si scriverà ancora su Bacharach. Si è per forza condizionati: vuoi per timore reverenziale, vuoi in riferimento a quanto hai letto e ascoltato.
Mi sono avvicinato a Bacharach grazie a Zappa. Non ricordo in quale contesto, ho trovato una dichiarazione del musicista di Baltimora che parlava in modo molto positivo di Bacharach. La cosa mi ha sorpreso, ma fino ad un certo punto. Se mi ricordo bene, Zappa parlava di come alcune idee strumentali avute dal Maestro siano riuscite a portare una ventata di freschezza nel pop. Ad ogni modo, proprio nello stesso periodo in cui ho letto quella dichiarazione, ho trovato una musicassetta. Il titolo? “Portrait in Music”. Curioso, memore delle parole di Zappa, mi sono messo ad ascoltare. Man mano che i pezzi andavano, mi sono ritrovato a dire: “Ah, ma questo pezzo io lo conosco! Pure questo…”, eccetera. Insomma, ero riuscito a dare un volto (e un nome) al compositore che aveva creato (assieme al paroliere Hal David) alcune delle canzoni più famose degli ultimi 60 anni.
Ho avuto il piacere di vedere (e ascoltare) Bacharach in concerto tre volte. In particolare, in due occasioni, ho potuto parlare con lui. Sono stati due momenti molto importanti per me.
Portrait in Music è una compilation. Ottima, per introdurre Bacharach ma reperibile abbastanza agilmente solo su vinile. Il fatto che sia riuscito a vedere in ogni mercatino dell’usato che visito due/tre copie del disco ogni volta mi fa supporre che sia stato stampato in numero d’esemplari molto elevato. Per trovare materiale introduttivo di Bacharach su CD consiglierei, invece: “Burt Bacharach: A Man And His Music” (che ho visto a 6 Euro… prezzo inversamente proporzionale alla qualità della musica) e The Best of Burt Bacharach (compilation della A&M con cover blu). Inoltre, male non sarebbe comprare la compilation migliore che sia mai stata pubblicata sulla musica del Maestro. Ovvero: “The Look Of Love – The Burt Bacharach Collection”. Attenzione, però! Esistono due versioni. Una su tre CD ed una ridotta su due CD. In entrambi i casi, i due prodotti sono più che validi anche se, per ovvie ragioni, quella su tre CD è più completa. Non solo per il disco in più ma anche per un booklet realizzato molto bene.
Qualcuno potrebbe chiedersi: “ma Bacharach non ha fatto album?”. La questione degli album di Bacharach è complessa ma proverò a sintetizzarla in poche battute. Fermo restando che sarà oggetto del pezzo che verrà pubblicato il 12 Maggio. Gli album di Bacharach vanno comprati solo dopo le compilation. Mi rendo benissimo conto di stare dicendo una cosa che, da progster, potrebbe rappresentare un’eresia totale. Ma qui non stiamo parlando di prog. Qui non si deve andare appresso “al concetto” ma alle singole canzoni. Canzoni che rappresentano un microcosmo, racchiuso con sapienza e sensibilità, nello spazio dei tempi radiofonici. Gli album (e le colonne sonore, non dimentichiamo) rappresentano la consacrazione del compositore dei singoli pezzi di successo.