Progressive Rock Info | Il Giardino Delle Delizie – Emisferi Paralleli
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Il Giardino Delle Delizie – Emisferi Paralleli

27 Mar Il Giardino Delle Delizie – Emisferi Paralleli

can you order Gabapentin online Onesto. Almeno questo è quello che mi è passato per la testa sentendo l’album: “Emisferi Paralleli” de “Il Giardino Delle Delizie”. Andrò di stocco e non d’accetta. Considerando quanto sia restio (eufemismo) ad ascoltare materiale tendente al metal progressivo, “l’onestà” dev’essere letta in chiave molto positiva.
Ci sono comunque dei problemi che riscontro nell’analisi di questo disco. Il primo è Cd sleeve: Cartone e “fuori quota”. Mi spiego: sebbene sia palese che la scelta del formato non convenzionale sia dettata dalla nobile intenzione di voler valorizzare le interessanti immagini scelte, per una questione di archiviazione e di conservazione del disco mi trovo costretto a storcere un po’ il naso. Dici: “che t’importa? Tanto una volta riversato il Cd non lo tocchi più”. Eh, però ci sta ancora qualche buona persona che ascolta direttamente i Cd sugli impianti e non come gli zozzoni come noi che, per una questione di praticità, ci siamo dovuti piegare alla “modernità”. Metti togli, metti togli, metti togli… sleeve e Cd si rovinano. E se uno ci tiene, queste cose le nota.
Sulla musica: sarà un mio problema ma trovo il metal progressivo un genere alquanto limitato. L’idea dovrebbe essere simile a quella del rock progressivo. Tuttavia, ho sempre riscontrato molti più cliché nel metal progressive rispetto che nel prog. Ho sempre visto il rapporto tra metal e rock progressivo in questi termini: i rocker rispettano i metallari ma non li amano. I metallari amano i progster ma non li rispettano.
Fatte queste premesse, nell’ambito dei cliché, mi sembra che questo disco sia buono. Si percepisce la passione, la voglia di fare bene. E’ che vuoi negare aspetti così nobili? Se ci dovessimo soffermare sul solo discorso strumentale, il disco riesce riesce anche a convincere e piacere. La prima traccia è un buon inizio. “La creazione di Eva”, con i suoi nove minuti e passa, si pone come il pezzo più interessante, il più valido. Simpatiche: “la danza della lussuria” e “fragile sfera”. Su “la legge del contrappasso” sospendo in maniera cautelativa il giudizio. Ad ogni modo, non si può negare che a livello vocale si poteva (e doveva) dare di più.
Discorso diverso, invece, per l’ultima traccia: la versione strumentale della canzone: “congiunzione astrale” è notevole. Su questa tanto di cappello. A parte la traccia più lunga, questo è il pezzo bello del disco.
Nel complesso, l’album è un ascolto che può essere utile per cercare d’essere più tolleranti verso materiale che, se non propriamente si evita, quantomeno non si cerca con ardore.