Progressive Rock Info | Dropshard – Silk
Progressive Rock Info | Dropshard – Silk
16148
post-template-default,single,single-post,postid-16148,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-9.1,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.1,vc_responsive
 

Dropshard – Silk

21 Mar Dropshard – Silk

buy modafinil new york Formazione italiana che canta in inglese. Un sound moderno, cantante valido, contenuti, packaging molto interessante, un pezzo che si chiama: “Less Is More”. Insomma, ditelo che mi volete conquistare! 🙂

does robaxin get you high Mi trovo ad ascoltare l’album dei Dropshard che si chiama: “Silk”. La prima cosa che noto è la cura con cui il Cd è stato realizzato. Non solo a livello musicale (ovvio) ma proprio a livello visivo. La cover è molto bella, le liner note e tutto il libretto sono stati curati con attenzione, notevoli le fotografie. In particolare, la fotografia usata per il testo di “Perpetual Dream” mi ha colpito molto. Anche per quella scritta sul muro: “Purple Haze”, che è un omaggio a Hendrix. La cosa che ci dovrebbe sempre interessare di più resta la musica ma non si può fare a meno di apprezzare “il tutto”.
Prima della musica, una parola sui testi. E’ già due volte che trovo dischi non strumentali che riescono a convincermi. Qui ci troviamo a dei livelli molto alti. In alcuni testi è possibile fare dei parallelismi con i Riverside o i Pendragon. Caso particolare, poi, il testo che ho già citato: “Less Is More”. Laddove gli altri brani hanno (a parte lo strumentale “Seat”) dei testi profondi ma allo stesso tempo accessibili, su “Less is More” ci troviamo per davvero di fronte a quella che potrei definire un’essenzialità incisiva. Una presa di posizione netta che convince. Come a dire: “non ci stiamo tanto a girare intorno. Meno di quello e più di questo”. La scelta della voce robotica, per questo brano, è simpatica.
Mi piace soprattutto il fatto che tutti i brani siano stati firmati dalla band nel suo insieme. La curiosità di andare a vedere chi aveva composto i brani mi è venuta nel momento in cui sono arrivato alla traccia “Tied Together”.
Non tutto il disco è allo stesso livello. La parte iniziale (fino a Tied Together) spacca. Quella centrale scende un po’ ma il disco si riprende molto bene a partire da Less Is More. Su “Maya”, i Dropshard si sono concessi questo viaggio nelle vicinanze di Sting. Che mi fa poi dire che è molto difficile riuscire a catalogare in maniera corretta questo disco. Che ci sia contaminazione, di quella buona, progressiva, è sicuro. Ma non mi azzardo a dire nulla di più.
La traccia finale “Memento”, che è il brano più lungo, dura quasi 12 minuti ed è una buona prova della band. Capace di riuscire a tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore. Rispetto a “The Endless Road”, l’altro brano lungo del disco (10:39), Memento è decisamente migliore. C’è anche una bonus track, che si chiama “Libera me”. Sono sempre stato dell’idea che più cose mi vengono messe dentro ad un disco e più sono contento. Tuttavia, l’album trova la sua reale e giusta conclusione con la traccia più lunga.
Nel complesso, questo è un grande disco. E, non lo nascondo, è già finito dritto della selezione brani del mio iPod. 🙂