Progressive Rock Info | Al Stewart – Year of The Cat
16096
post-template-default,single,single-post,postid-16096,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-9.1,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.1,vc_responsive
 

Al Stewart – Year of The Cat

10 Nov Al Stewart – Year of The Cat

Ieri mattina, YouTube mi ha consigliato questo brano di Al Stewart. Lo conoscevo ma non avevo mai sentito l’album omonimo che contiene questa canzone. Ottima ragione per approfondire un artista come Stewart, magari meno conosciuto rispetto a molti altri, che ha fatto anche cose molto gradevoli.
Come si colloca Stewart? Direi sulla stessa linea di musicisti come Gerry Rafferty e Roy Wood. Bene o male il genere è quello. Pop di livello superiore con richiami alla folk music. Un onesto artigiano nella musica. Ma ci sono anche un paio di sorprese.
La title track è forse il pezzo più conosciuto di Stewart. Apprendo, leggendo qua e là, che c’è una sostanziale differenza tra la versione contenuta sul 33 giri ed alcune versioni uscite in 45 giri. Il brano, sull’album, ha una durata maggiore. Proprio partendo dalla versione album (6 minuti e 30) E’ possibile fare un confronto con Baker Street di Rafferty. Soprattutto, per quanto riguarda l’utilizzo “accattivante” del sassofono. Sì, perché entrambi i brani sono costruiti con sapienza, professionalità e con quella giusta dose di furbizia per poter piacere ad un pubblico più vasto.

Midas Shadow è un brano che mi ha ricordato, invece, la (non)scuola di Canterbury (e zone limitrofe). Potrebbe quasi essere un brano da collocare a metà tra la produzione dei Caravan e quella dei Camel. Anche il brano Broadway Hotel, sebbene in misura minore rispetto a Midas Shadow, può ricordare in qualche modo le atmosfere di alcuni gruppi più o meno canterburiani. A proposito, quest’album è stato prodotto, da Alan Parsons. Che, come noto, ha orbitato spesso e volentieri vicino al prog.
L’album Year of The Cat è un disco che si ascolta con piacere. Non è un prodotto rivoluzionario ma riesce ad assolvere perfettamente al suo intento: offrire quasi 3/4 d’ora di buona musica. Enjoy. 🙂

P.S. Fate attenzione se volete acquistare l’album. Online ho trovato il disco a prezzo stracciato. In alcuni negozi, invece, a prezzo pieno. Ovvio che dovete risparmiare ma vorrei alzare il tiro. Se siete interessati a Stewart consiglierei di comprare il cofanetto che si chiama: Original Album Series. In questo cofanetto, oltre a “l’anno del gatto”, potete trovare anche altri quattro album. Il prezzo di 20 “euri” vi farà spendere quattro “euri” a disco. Contro i sei “euri” del solo Year of The Cat. Pensateci.