Progressive Rock Info | Bill Frisell – The Sweetest Punch
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Bill Frisell – The Sweetest Punch

25 Ott Bill Frisell – The Sweetest Punch

Un giorno, prima o poi, scriverò di Painted From Memory. Il disco firmato da Elvis Costello e Burt Bacharach, come ho già avuto modo di dire qualche volta in questa sede, è uno degli album più interessanti degli ultimi vent’anni. Non ho ancora deciso di scrivere qualcosa a riguardo perché sento il bisogno di rendere un servizio eccellente al progetto. Nel frattempo che l’ispirazione scenderà su di me, parliamo di un altro progetto, derivato ma allo stesso tempo parallelo a Painted: The Sweetest Punch di Bill Frisell.
Già nelle liner note di Painted from Memory (1998) era possibile leggere di un lavoro, d’imminente pubblicazione, firmato dallo stimato chitarrista statunitense. In pratica, The Sweetest Punch – uscito un anno dopo l’album originale – contiene versioni alternative dei brani di Painted from Memory arrangiate nello stile di Bill Frisell.
A suo modo, questo disco è valido quasi quanto l’originale. Non solo perché ci sono gli stessi brani (con l’aggiunta di un pezzo dal nome Vamp Dolce) ma, soprattutto, perché questo è un album meditativo. Perfetto per potersi rilassare, seduti su un divano, con delle cuffie ed illuminati solo dalle luci della strada. Non è un album dinamico, nervoso, un album “di corsa”. E’ un album che serve per riflettere, per staccare la spina. Per concedersi un’ora di pace.
In cosa le versioni di Bill Frisell differiscono da quelle originali? Frisell parte da quanto scritto da Costello e Bacharach per il loro disco e decide d’esplorare nuove soluzioni. E’ un album di cover? O con un approccio jazzistico? No, non propriamente. Frisell stava già lavorando sui suoi arrangiamenti, partendo dal materiale di base in maniera autonoma, mentre Costello e Bacharach “chiudevano” il loro disco. Non è rimasto, quindi, influenzato in alcun modo dal risultato finale di Painted from Memory.
Il chitarrista statunitense non cambia radicalmente il senso di quanto scritto dai due musicisti di Painted ma nemmeno evita di metterci del suo. Alcune canzoni, infatti, tre per la precisione: Toledo, Painted from Memory e I Still Have that Other Girl, hanno ancora il cantato con un arrangiamento differente. Altre, invece, sono solo strumentali.
Partendo dalla copertina è possibile spiegare l’operazione Frisell su Painted from Memory. Sulla copertina viene riprodotto, sfumato, un ponte. E’ come se quanto scritto da Costello e Bacharach fosse stato “disegnato” in modo netto, con un carboncino, su della carta azzurra e Frisell, delicatamente, ha sfumato il tutto con un dito, utilizzando la maestria che lo contraddistingue.
Bisogna partire da Painted from Memory per apprezzare appieno di The Sweetest Punch? Bisognerebbe, sì. Affrontare questo disco dopo aver ben assorbito l’album originale degli autori delle canzoni fornisce chiavi di lettura utili. Tuttavia, si potrebbe pure provare a fare il percorso inverso: partire da The Sweetest Punch per arrivare a Painted from Memory. Che è poi quello che vi sto propronendo. E’ ottima musica. Male non può fare. 🙂