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Progster carbonari della musica?

03 Set Progster carbonari della musica?

Causa mal di denti, ieri sono andato al pronto soccorso. Dopo aver esaminato il mio problema il dentista mi ha chiesto della mia attività e gli ho detto che scrivo libri sul Prog. Ci siamo ritrovati a parlare dei Genesis e dei Gentle Giant. Secondo il dentista, solo i Floyd sono riusciti a tenere botta mentre gli altri si sono arenati per via del barocchismo. Sto, ovviamente, sintetizzando. Il punto, però, non è stato tanto la discussione quanto la riflessione che ho fatto una volta uscito dall’ospedale. Eravamo due carbonari.
La Carboneria, volendo descrivere il tutto per sommi capi, fu una nobile quanto utopica forma di protesta, che nacque all’interno dei salotti culturali più “liberal” (si direbbe oggi). Scopo della Carboneria era quello d’avere una società più giusta. Chiariamoci: non senza differenze di censo, ma più giusta rispetto al concetto di “monarca assoluto vs.tutto il resto”. Perché la Carboneria ha fallito? Perché le rivoluzioni, per funzionare bene, devono partire dal basso. Se non si coinvolge il popolo, tutto rimane chiacchiera da salotto. Per capire meglio come funzionavano le cose, suggerirei la visione del film: “Nell’anno del Signore” di Luigi Magni. Ci sono grandi attori dentro: Manfredi, Sordi, Cardinale, Tognazzi, Salerno… i primi nomi che mi vengono in mente. Inoltre, particolare di non poco conto, le musiche sono firmate da uno dei più grandi musicisti italiani: Armando Trovajoli.
Bene, si può fare un parallelismo tra i progster ed i carbonari proprio partendo da questo film. C’è una scena in particolare molto divertente. Manfredi (che interpreta il personaggio di Pasquino) deve avvisare i carbonari di un imminente pericolo. Questi stavano confabulando di varie ipotesi astruse quando Manfredi bussa alla porta del covo. Uno dei carbonari si avvicina alla porta e dice: “parola d’ordine?”. Manfredi: “A ‘MBECILLI!” facendo notare che prima si chiede “chi è” e poi, eventualmente, la parola d’ordine.
I progster sono i carbonari della musica. Vorrebbero diffondere il nobile Prog ma si ritrovano ad essere totalmente autoreferenziali. Manfredi/Pasquino, invece, è l’unico con un po’ di senso pratico.
Se vogliamo diffondere il Prog dobbiamo dismettere i panni dei carbonari e diventare un po’ tutti “pasquini”. In soldoni? Dei divulgatori. Nel mio piccolo qualcosa ho fatto e sto facendo. Sempre con il cuore in mano, un sorriso ed andando in “direzione ostinata e contraria”. Lo faccio per la vita mia, lo faccio anche per il Prog.

P.s. visto che ho citato De Andrè, andatevi a sentire la sua versione de: “i carbonari”, scritta da Trovajoli per il film che vi ho consigliato. 🙂

P.p.s. Questa è una prova tecnica per comprendere quanto sia complicato postare interventi dal mio dispositivo mobile. Pace e bene. Salute e fraternità. Lunga vita e prosperità. XD