Progressive Rock Info | The Best of Marillion (2003)
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The Best of Marillion (2003)

01 Giu The Best of Marillion (2003)

Il progster vede le compilation come il fumo negli occhi. La compilation è l’esatto opposto della nobile idea di album concettuale. Le raccolte sono una serie di canzoni inserite in un supporto senza continuità, ordine. L’unica idea è quella di fare quattrini su materiale già pubblicato. Tuttavia, togliendosi i panni dell’appassionato intransigente e vestendo quelli della persona con più tatto, le compilation sono un male necessario. Uno dei tanti “mali necessari” ai quali dobbiamo – giocoforza – adattarci.

Questa compilation del 2003: “The Best of Marillion” è un male necessario. Effettivamente, questa raccolta riesce a dare abbastanza indicazioni sulla carriera della band di Neo (o New) Progressive più famosa. Può essere, perciò, un valido strumento per avvicinare la gente al gruppo. Il disco è diviso in due parti. Le prime tracce ripercorrono l’era di Fish come cantante (con i brani di Misplaced Childhood in evidenza) mentre le successive prendono in considerazione l’era di H (Steve Hogarth) dall’abbandono di Fish fino all’uscita della raccolta.

Non rientrerò (di nuovo) nella sempreverde questione: “meglio Fish o meglio H”. Anzi, vi dirò di più. Sebbene è ovvio che ogni fan abbia una preferenza, le due “ere” per molti aspetti hanno mostrato vantaggi e svantaggi. Sono comunque ugualmente valide, per svariati motivi. Ecco perché, mentre consigliare l’ascolto di Mispiaced Childhood (il capolavoro) è sempre cosa buona e giusta, dirvi di prestare attenzione anche ai pezzi “di Hogarth” contenuti in questa compilation è altrettanto giusto.

Vi consiglierei di partire con la canzone “Beautiful”, che vi ho selezionato. Il testo è spettacolare. Anche H ha l’abilità di sintetizzare concetti molto complessi con parole semplici. Esattamente come Fish. Solo con un approccio differente. Vi seleziono alcuni passaggi (ho utilizzato, per testo e traduzioni, il prezioso sito THE WEB ITALY):

Heaven only knows we live in a world
Where what we call beautiful is just something on sale
People laughing behind their hands
As the fragile and the sensitive are given no chance

[Solo il cielo sa che viviamo in un mondo in cui ciò che
chiamiamo bello è solo qualcosa in vendita
La gente che ride dietro le proprie mani mentre
ai fragili e ai sensibili non viene data alcuna possibilità]

Oppure

We don’t have to live in a world
Where we give bad names to beautiful things
We should live in a beautiful world
We should give beautiful a second chance

[Non dobbiamo vivere in un mondo dove diamo
brutti nomi alle cose belle
Dovremmo vivere in un mondo bello
Dovremmo dare al bello una seconda occasione]

Il resto del testo ve lo “spizzate” da soli. Buon ascolto.