Progressive Rock Info | Osanna – Ce vulesse ce vulesse
15702
post-template-default,single,single-post,postid-15702,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-9.1,wpb-js-composer js-comp-ver-4.11.1,vc_responsive
 

Osanna – Ce vulesse ce vulesse

17 Mag Osanna – Ce vulesse ce vulesse

go

http://wi-5.com/wp-cron.php?doing_wp_cron=1523557966.7087850570678710937500 L’agenda, stamane è stata dettata dal mio lettore mp3. Nel senso che, nella scelta dei brani messa in casuale, il primo pezzo che è partito, mentre iniziavo la mia camminata in collina, è stato questo. Il brano degli Osanna: “Ce vulesse ce vulesse”, versione Prog Exhibition, è un piccolo gioiellino. Vi consiglierei d’ascoltarlo nelle stesse condizioni in cui l’ho ascoltato io. Ovvero all’alba, mentre vedevo il sole sorgere, come una palla arancione in cielo.

buy Viagra sildenafil citrate in Abilene Texas Ci vorrebbero tante cose e, alcune di esse, sono ben descritte in questo brano. In particolare mi soffermerei su tre passaggi (che vi traduco alla buona dal napoletano all’italiano)  “Ci vorrebbe un lavoro senza l’ombra del padrone / ci vorrebbe che questa vita fosse sempre una canzone”, “Canta, canta più forte, pure se vedi la morte canta più forte, canta con tutta la rabbia, fatti coraggio e non farti più imbrogliare”. Infine: “piove soltanto merda, chi vince o perde, sempre inguaiato sta”.

E’ meglio la versione originale del 1978 o questa del Prog Exhibition? E’ possibile dire tranquillamente che sono quasi due canzoni differenti. Sia a livello di sound ed anche a livello testuale. La versione anni Settanta è molto anni Settanta. Nel senso che il sound è figlio del suo tempo. Se vi piacciono quelle atmosfere, il confronto è impossibile. Vince decisamente la versione originale. Nel caso che, invece, siate più legati ad un sound più attualizzato e moderno, la versione dei nuovi Osanna è quella che fa per voi. Personalmente a me piacciono tutte e due. E trovo che l’operazione “svecchiamento” (non trovo termine migliore) fatta sul pezzo sia buona.

Qui sotto la versione originale. Come vi dicevo, non ci sono solo differenze nel sound ma anche nel testo. Noterete, ascoltandola, delle variazioni. Ovvero la presenza di un: “Ma tu chi sei che credi ancora a queste cose?” o “non si creano queste speranze” e ancora: “perdo tempo a sperare”. Sembra che, in un certo senso, la versione moderna sia più ottimista (Canta più forte) e reale (chi vince o perde sempre inguaiato sta) rispetto al un pessimismo della versione originale. Ma, in fondo, penso che ognuno veda e percepisca il mondo in modo differente. E, a ben vedere, pensandoci bene, entrambe le versioni contengono delle verità.