Progressive Rock Info | Buon Vecchio Charlie – Venite giù al fiume
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Buon Vecchio Charlie – Venite giù al fiume

19 Mag Buon Vecchio Charlie – Venite giù al fiume

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comprar Seroquel generico E’ difficile dare un valore a Buon Vecchio Charlie. Per una serie di ragioni. Quest’album, sebbene sia stato realizzato negli anni ruggenti del Prog classico, è uscito sul mercato decenni dopo. Ascoltato superficialmente, questo è un onesto disco di progressive italiano (come si facevano all’epoca, quasi a livello di ‘Quella Vecchia Locanda’, o ‘Per… un mondo di cristallo’ della RRR). Tuttavia, passando ad un ascolto più approfondito, le cose si fanno differenti.

purchase gabapentin 300 mg Nonostante l’album sia complessivamente buono (è indubbio che sia di gradevole ascolto per chi ama il Prog), in un certo senso, è “troppo buono”. La prima volta che ho avuto modo di prestare attenzione al disco mi sono tornate in mente le parole di Rick Wakeman, tastierista degli YES, quando provocatoriamente ha definito il Prog: “il porno del Rock”. Per garantire il “godimento sonoro” dei progster, ci sono delle dinamiche che sono sempre uguali e delle cose che vengono inserite “ad arte”, al momento giusto. Le parole di Wakeman sono forse esagerate, se si vuole prendere in considerazione tutta la storia del progressivo. Tuttavia, se si ascolta bene Buon Vecchio Charlie, qualche dubbio potrebbe venire fuori.

In questo disco ci sta tutto quello che ci deve stare: testi pretenziosi e criptici, riferimenti palesi alla musica classica (l’attacco con Grieg), cambi di atmosfere miscelati da sapienti alchimisti. E, volendo essere anche noi un po’ provocatori, pure l’idea di tirare fuori da archivi polverosi e pubblicare questo disco sconosciuto, anni ed anni dopo, nasce sicuramente dal fatto che questo disco sia così Prog da essere stato considerato appetibile per gli appassionati.

Possiamo discutere da adesso fino alla fine del mondo sul Progressive e sul fatto che, come mi ha detto Gary Green (Gentle Giant), il termine dovrebbe voler dire “to progress”, cioè andare avanti, progredire. E possiamo discutere anche sul fatto che molti musicisti – tra cui Thijs van Leer dei Focus e paradossalmente pure uno dei componenti dei Buon Vecchio Charlie, il celeberrimo “messia del metallo” Richard Benson – abbiano parlato di “Regressive” nel momento in cui il Prog si “accartoccia” su se stesso. Diventando fortemente autoreferenziale. Ecco, la forza e la debolezza di Buon Vecchio Charlie è tutta qui. E’ troppo Prog. Così Prog che non dona nulla alla “causa”.